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giovedì 16 gennaio 2014

La Madonna di Foligno, opera di Raffaello Sanzio, è giunta in città






Emozione palpabile fra i folignati che tanto hanno atteso l'evento, che in questi giorni si sono scatenati anche su Facebook, con l'immagine venerata e tanti commenti.

Il prezioso "pacco" è giunto ed è stato scaricato in via Umberto I° per poi essere trasportato al Monastero di Sant'Anna.
Iniziato il conto alla rovescia per l'esposizione straordinaria che domani, sarà ufficializzata, con una cerimonia d'apertura prima a Palazzo Trinci e poi, con la visita al dipinto pellegrino.

L'opera di Raffaello mentre giunge a Foligno in via Umberto I°
La città di Foligno molto legata alle sue radici ha trovato nella Madonna di Foligno un punto di incontro, l'opera "Raffaelliana" rappresenta oggi un vessillo di unione comune, un simbolo straordinario che accomuna tutti i folignati.










Molti si augurano che l'evento accenda i fari sull'arte umbra, straordinariamente ricca di autentici gioielli e che andrebbe valorizzata oltremodo, come le innumerevoli Madonne che in tutte le chiese e luoghi sacri, campeggiano non sempre in bella vista. Insomma la sensibilità artistica popolare, richiama l'attenzione della politica e degli addetti ai lavori a mostrare interesse, non solo per l'opera "sensazionale" che giunge da Milano, nel suo ritorno alle Pinacoteche Vaticane, ma per tutte le perle che la verde Umbria si fregia di possedere.
Ovviamente c'è chi vorrebbe l'opera tutta per sé, lasciandola a Foligno, chi la vedrebbe bene al Metropolitan di New York per una promozione molto efficace sull'opera stessa e la città da dove la Madonna pellegrina (per quante peripezie ha affrontato) è stata generata, a chi invece, dice che la presenza importante dell'opera nelle Pinacoteche Vaticane, garantisce lustro alla città.
Da osservatrice, posso dire che l'arrivo del dipinto, ha sicuramente risvegliato la popolazione da una apatia invernale nebbiosa e questo, sicuramente è già un miracolo, non di poco conto.

lunedì 13 gennaio 2014

La Madonna di Foligno in mostra da sabato 18 al 26 gennaio 2014 a Foligno



La Madonna di Foligno, capolavoro di Raffaello, dopo oltre 200 anni torna al Monastero di Sant'Anna di Foligno.
Realizzata tra il 1511 ed il 1512 su commissione di Sigismondo de’ Conti, segretario di papa Giulio II, come ex voto per il miracolo che lo aveva salvato dopo che un fulmine aveva colpito la sua casa di Foligno.
La Pala, che rappresenta la Vergine Maria con Gesù Bambino in gloria tra San Giovanni Battista, San Francesco d’Assisi e San Girolamo, era nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma dove Sigismondo fu sepolto finché nel 1565 una sua nipote, monaca, la fece trasferire a Foligno, nel Monastero di Sant’Anna. E lì è rimasta fino a quando venne rastrellata durante l’occupazione francese nel 1797 e portata a Parigi. Col Trattato di Tolentino tornò in Italia nel 1816, ma il pontefice Pio VII decise di trattenerla a Roma, ai Musei Vaticani.
Proprio dalla Pinacoteca dei Musei Vaticani, dopo l'esposizione a Milano terminata il 12 gennaio 2014, arriva dunque l’opera, che di fatto è un pannello in legno trasferito su tela dalle imponenti dimensioni di 301 x 198 centimetri




LA MADONNA DI FOLIGNO

Esposizione straordinaria dei Musei Vaticani a Foligno

Monastero di Sant'Anna, via dei Monasteri

dal 18 al 26 gennaio 2014

ingresso libero

Informazioni al pubblico 24h/24h, 

numero verde gratuito

 800.14.96.17


La storia avventurosa del dipinto della Madonna di Foligno prima su pala lignea e poi trasferito su tela


 Si potrebbe ricavarne un film dall'odissea di questo dipinto 

che straordinariamente torna a casa, prima di  essere di nuovo 

conservato nella Pinacoteca Vaticana.


La Madonna di Foligno è un dipinto a olio su tavola trasportata su tela (320 × 194 cm) di Raffaello, databile al 1511-1512 e conservato nella Pinacoteca Vaticana nella Città del Vaticano.
Il dipinto venne commissionato da Sigismondo de' Conti, segretario di papa Giulio II, come ex voto per il miracolo che aveva visto uscire la sua casa di Foligno illesa dopo essere stata colpita da un fulmine o un bolide. La pala si trovava nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma, luogo di sepoltura di Sigismondo, da dove nel 1565 una monaca nipote del donatore, la fece trasferire nella chiesa di Sant'Anna a Foligno, presso il Monastero delle Contesse della Beata Angelina dei Conti di Marsciano[1]. Fu rastrellata durante l'occupazione francese nel 1797 e portata a Parigi. Lì l'opera fu trasportata su tela, verso il 1800-1801, da Francois Toussaint Hacquin, lo stesso che trattò analogamente la Vergine delle Rocce. In seguito al Trattato di Tolentino tornò in Italia (1816), ma il pontefice Pio VII, come per altre opere importanti d'arte sacra che vanta oggi della Pinacoteca Vaticana, decise di trattenerla a Roma[2].
L'opera è in genere datata al 1511-12, mentre l'artista lavorava alla Stanza di Eliodoro, ed è il precedente più vicino alla Madonna Sistina.
Nel 1957-1958 fu restaurato da Cesare Brandi[2].
La Madonna col Bambino appare entro un grande nimbo dorato, seduta su una nuvola e circondata da una corona di cherubini che prendono forma dalle nuvole[2].
In basso, da sinistra, sono raffigurati san Giovanni Battista, san Francesco d'Assisi (fondatore dei Minori 
che reggevano la chiesa) e san Girolamo, riconoscibile dal leone mansueto, che presenta a Maria il committente inginocchiato. Al centro si vede un angioletto che rivolge uno sguardo trasognato verso l'apparizione celeste; regge in mano una tabella biansata all'antica in cui originariamente doveva trovarsi un'iscrizione che ricordava il voto del committente[2].                                                Duomo di Foligno (ph M Savino)

Il paesaggio al centro descrive sinteticamente l'evento miracoloso, con un arcobaleno che simboleggia la protezione divina e il lieto fine. Si vede infatti un oggetto infuocato dirigersi verso un edificio, che secondo l'astronomo americano H. A. Newton, sarebbe un bolide che apparve al momento della caduta di una meteorite[3].
Nel paesaggio, dall'atmosfera umida e trepidante, con effetti luminosi di grande originalità, sono leggibili influenze del tonalismo veneto, nonché di autori ferraresi quali Dosso Dossi[2]. La posizione al centro della pala per rievocare l'evento miracoloso ricorda inoltre l'impostazione della Pala Portuense di Ercole de' Roberti. La Vergine ricorda quella dell'Adorazione dei Magi di Leonardo e il Bambino quello del Tondo Doni di Michelangelo, quasi a voler seguire una sorta di "contaminatio" di modelli illustri[4].
Il collegamento tra le due parti della pala è intensificato dall'orchestrazione cromatico-luminosa e dai numerosi rimandi di gesti e sguardi: Giovanni, Francesco adorante e l'angioletto indirizzano l'occhio dello spettatore verso Maria, che si rivolge al donatore, ricambiata. Il gruppo della Madonna col Bambino è raccolto in un ovale sotto il mantello protettivo di Maria e, come nelle migliori opere del Sanzio, ha quella viva naturalezza che rende l'ideale bellezza estremamente familiare allo spettatore. Il Bambino ad esempio non è ritratto come il dio benedicente conscio della sua missione, ma come un vero e proprio fanciullo che sembra divincolarsi dall'abbraccio della madre per coprirsi sotto il velo.
Straordinariamente acuto è il ritratto del committente, spesso giudicato una delle migliori prove in assoluto del Sanzio in questo genere[2]. L'anziano prelato ha il volto scavato, gli zigomi angolosi, gli occhi infossati ed espressivi, le mani ossute e grinzose[5].
tratto da Wikipedia

La Madonna di Foligno opera di Raffaello del 1511-1512 torna a casa per qualche giorno


E' ufficiale, La Madonna di Foligno opera di Raffaello Sanzio, torna a casa, per poi ripartire per i Musei Vaticani.

Conferenza stampa su esposizione a Foligno
 della “Madonna di Foligno”


È convocata per oggi, alle ore 11, nella sala Pio La Torre del Palazzo comunale, una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’esposizione a Foligno della “Madonna di Foligno”, celebre dipinto di Raffaello.

All’incontro con i giornalisti interverranno il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, il vescovo di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Alberto Cianetti, e il presidente dell’Ente Giostra Quintana, Domenico Metelli.